Rocca di Senigallia

ROCCA DI SENIGALLIA

Costruita in un luogo di considerevole importanza strategica, su una preesistenza di epoca Romana, la Rocca di Senigallia è un esempio tipico di costruzione militare del Rinascimento. La fortezza ha una pianta quadrata, con quattro torrioni cilindrici di aspetto imponente posti agli angoli della struttura. Nel 1350 il cardinale Egidio Albornoz completò un piccolo forte inglobando una preesistente torre, espanso poi da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1450. La rocca come la vediamo oggi venne edificata da Baccio Pontelli con l'influenza di Luciano Laurana nel 1480, per ordine di Giovanni Della Rovere.
La Rocca, arresasi nel 1503 a Cesare Borgia che a Senigallia compì la celebre strage descritta da Nicolò Machiavelli nel suo Il Principe, non fu solo una fortezza bensì divenne dimora signorile, ma quando tornarono i Della Rovere, Guidobaldo vi fondò una scuola di artiglieria (1533). L'interno della rocca presenta, nella sua parte centrale, tre livelli residenziali serviti da una scala a due rampe con accesso dal cortile: quello più basso adibito alla guarnigione ed agli ufficiali. I locali superiori erano adibiti alla rappresentanza (tre saloni) e residenza del Duca. Il passaggio della città allo Stato Pontificio, nel 1631, determinò la conversione della fortezza prima in carcere e poi in orfanotrofio.
Oggi ospita mostre d'arte e manifestazioni culturali.